logo
taxi sms firenze taxi telefono firenze

Itinerari danteschi di Roberto Naldini (Torino 32) – IX cerchio dell’ inferno

Cari lettori, è ormai da un po’ di tempo che mi occupo di questa rubrica, cercando di non annoiarvi troppo, e possibilmente di suscitare in ognuno di voi un minimo di curiosità, riguardo agli argomenti trattati nel corso di questi mesi. Questa settimana, in particolare vorrei parlare del IX ed ultimo cerchio dell’Inferno, dove Dante punisce i fraudolenti contro chi non si fida, ovvero i traditori di ogni ordine e grado. Probabilmente per Dante, così come per me, il tradimento è uno dei peccati più gravi ed odiosi che l’uomo può commettere. Il IX cerchio è costituito dal lago di Cocito, formato da uno dei quattro fiumi infernali, nella cui “ ghiaccia “ sono imprigionati i traditori, divisi in quattro zone concentriche, che il Poeta, dopo essersi fatti deporre con il suo compagno di viaggio Virgilio, nel fondo del pozzo che delimita questo cerchio con il precedente, descrive nei canti XXXII, XXXIII, e XXXIV dell’Inferno. Al centro di Cocito, che corrisponde al centro della Terra, è conficcato fino alla cintola Lucifero, intento a dilaniare nelle sue tre bocche le anime di Cassio, Bruto e Giuda. Le sei ali del Demone sbattono e producono un vento così freddo da congelare le acque del fiume infernale. Tutt’intorno a Lucifero ci sono le quattro zone del IX cerchio, che ospitano traditori di diverso tipo ed il cui peccato va dal meno al più grave man mano che ci si avvicina al Re del Male. Nella Caina sono puniti i traditori dei parenti, sepolti nel ghiaccio fino al collo e con la testa all’ingiù ( tra loro i conti di Mangona ); nell’Antenòra ci sono i traditori della patria, che hanno la testa eretta ( tra loro Bocca degli Abati, traditore nella famosa battaglia di Montaperti, ed il Conte Ugolino di cui sono note le vicende ); nella Tolomea i traditori degli ospiti, con la testa rivolta all’indietro ( fra loro Frate Alberigo ); infine nella Giudecca ci sono i traditori dei benefattori, completamente imprigionati nel ghiaccio ” come festuca in vetro “, ( festuca è latino e significa come pagliuzza imprigionata nel vetro ). I nomi delle quattro zone di Cocito rimandano rispettivamente a Caino, che secondo il racconto biblico uccise Abele; ad Antenore, nobile principe troiano che secondo una leggenda medievale aveva tradito la sua città; a Tolomeo, governatore di Gerico, che secondo il racconto biblico uccise Simone Maccabeo ed i suoi figli dopo averli invitati a pranzo ed infine a Giuda, che secondo i Vangeli per trenta denari tradì Gesù Cristo.
E da qui vorrei partire per costruire una analogia per le vicissitudini che da qualche mese stiamo vivendo. Come abbiamo visto, ai primi tre tipi di traditori che sono conficcati in vario modo nel ghiaccio fino al collo, viene almeno data la possibilità di parlare ( vedi Conte Ugolino, Bocca degli Abati ecc.), mentre per i traditori dei benefattori, imprigionati “ come festuca in vetro “ , non viene concessa nessuna possibilità, tanto è considerato odioso il loro peccato. Fra questi ultimi traditori come sappiamo, gli unici elencati sono Cassio e Bruto che tradirono Cesare, poi Giuda che secondo la cultura cristiana è il traditore per “antonomasia”. Quante volte abbiamo visto o sentito nell’uso comune sostituire la parola “traditore” con “sei un Giuda” , praticamente usandola come un sinonimo. Quale peccato più abietto esiste, se non tradire chi ti ha sempre fatto del bene ? Ecco, la nostra categoria si ritrova in questo momento a doversi difendere da un novello Giuda, che per il proprio personale tornaconto ( secondo il mio parere, il personale tornaconto è sempre stato la sua stella polare) sproloquia a piene mani, provando a mettere in difficoltà, chi fino a poco tempo addietro è stato un suo “benefattore”. Inutile stare qui a ricordare tutta la vicenda dall’inizio, vicenda che tutti più o meno conosciamo, ma una cosa mi preme dire: facciamo tesoro di questa lezione per non commettere più errori di questo genere, in quanto di tanto in tanto soggetti di simile fattura fanno capolino fra le nostre fila. Sta a noi riconoscere chi ha seriamente voglia di fare qualcosa per il bene comune avendone le capacità e chi invece agisce per il proprio tornaconto personale. L’etica e la morale, per simili soggetti sono accessori e non qualità fondamentali per una persona cosiddetta “perbene”. Ma per tutti poi arriva il giorno nel quale la verità viene a galla, e credo che quel giorno sia arrivato. Ma non temete, alla lunga i millantatori di professione hanno sempre quello che si meritano. Credo che, anche non avendo fatto nessun nome, per tutti sia facile risolvere l’enigma sull’identità del soggetto in questione.
Cambiando argomento,vorrei informarvi che ho costituito un gruppo sulla piattaforma “WhatsApp”, denominato Rinascimento Culturale, che servirà per comunicare tutte le iniziative (visite guidate a musei, concerti ed altro) che saranno messe in essere da ora in avanti. Chi è in possesso di uno smartphone dotato dell’applicazione e si vuole iscrivere, può inviare un messaggio sulla mia casella personale comunicando il proprio nome e numero di cellulare, affinché io possa provvedere all’iscrizione. Come sanno i soci già iscritti, il gruppo deve essere usato esclusivamente per gli scopi sopra elencati. Ringraziamenti, spiegazioni ed ogni altra informazione potete richiederli sulla mia casella personale, od eventualmente chiamandomi. Non sono ammesse deroghe, e chi non si attiene a queste regole sarà escluso. Grazie per l’attenzione, alla prossima.

Roberto Naldini (Torino 32)

Chiama ora il tuo Taxi