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Itinerari danteschi di Roberto Naldini (Torino 32) – Le Lapidi della Badia Fiorentina

Il 21 Dicembre si celebra l’onomastico di uno dei numerosi S. Tommaso presenti nel nostro calendario Gregoriano. Prendiamo spunto da questa ricorrenza per parlare della Badia Fiorentina, che si trova ubicata fra le attuali vie del Proconsolo e Dante Alighieri. Questa chiesa, voluta in favore dell’ordine Benedettino dalla Contessa Willa, madre del Conte Ugo di Toscana, che Dante definisce “il Gran Barone”, fu fondata il 31 Maggio 978. Insieme al Palazzo Portinari di via del Corso è uno dei luoghi indicati come sede del primo incontro fra Dante e Beatrice (che tuttora è incerto). La Badia è una delle chiese più antiche, e riveste una grande importanza per la storia Fiorentina. La prima lapide che andremo a leggere si trova presso l’entrata secondaria della chiesa, che si affaccia sulla via Dante Alighieri.

Fiorenza dentro della cerchia antica
Ond’ella toglie ancora e terza e nona,
si stava in pace, sobria e pudica.
(Paradiso XV- 97-99)

Questa terzina è dedicata a Cacciaguida, (trisavolo di Dante) vissuto intorno all’anno 1000, ed alla città di Firenze, tutta racchiusa allora nella cerchia di mura erette nel 1078,(Fiorenza dentro della cerchia antica) in parte sul vecchio tracciato di quelle romane, lungo l’attuale via del Proconsolo. Ed è forse al suonare delle campane della Badia che Dante si riferiva nel secondo endecasillabo ( ond’ella toglie ancora terza e nona ), concludendo poi con l’affermare che in quel tempo la città di Firenze viveva senza discordie civili, con sobrietà ed onestà di costumi (si stava in pace, sobria e pudica ). Allora il tempo si segnava all’uso ecclesiastico, suddividendo il giorno e la notte in quattro parti di tre ore l’una. Il giorno significava tutto il tempo che intercorre dal sorgere del sole fino al tramonto.
Le “parti” diurne si chiamavano “prima, terza, sesta e nona”, per indicare le ore sei, nove, dodici e quindici. L’orologio della Badia era quello “ ufficiale “ dei fiorentini ed a quei rintocchi si attenevano operai ed artigiani per entrare ed uscire dal lavoro. Gli orologi collocati sui campanili e sulle torri civiche comparvero al tempo di Dante che ne cita uno nel suo poema quando dice: << indi come l’orologio che ne chiami… Paradiso-X- 139 >>.
La seconda lapide che leggeremo si trova in via del Proconsolo, accanto all’ingresso principale della Badia Fiorentina.

Ciascun che de la bella insegna porta
Del gran barone il cui nome e ‘l cui pregio
La festa di Tommaso riconforta,
da esso ebbe milizia e privilegio.
(Paradiso XVI- 127-130)

Spiegazione: Ciascuna famiglia, ( ciascun ) che adotta lo stesso stemma del Gran Barone,formato da uno scudo a strisce bianche e rosse, il cui nome ed i suoi meriti sono ricordati ogni anno durante la festa di S. Tommaso (il cui nome e ‘l cui pregio la festa di Tommaso riconforta ) , fu insignita dal Barone stesso dell’ordine cavalleresco ( da esso ebbe milizia e privilegio ).
Per quale ragione tutti questi onori per il Marchese Ugo di Brandeburgo, (rinominato successivamente Ugo di Toscana ) viceré di Ottone III di Germania, il quale altri non era che un tedesco trapiantato in Toscana, a cui tutti gli anni, oramai da più di un millennio e fino ad oggi (quest’anno ha presenziato il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani ) viene dedicata una messa il 21 Dicembre ?
Vediamo di capire il perché.
Ci racconta Giovanni Villani, nella sua “ Cronica “ , che il Gran Barone, una volta arrivato a Firenze, ebbe una buona impressione della città, e decise quindi di stabilirvisi dopo aver fatto arrivare la moglie e tutto il suo seguito.
Durante una battuta di caccia nei pressi della contrada di “ Buonsollazzo “, ( che si trova ai piedi del Monte Senario, fra Polcanto e Bivigliano e il cui nome niente a che vedere con il significato odierno, ma deriva dal tardo latino “bonum solacium” ,in virtù dell’ esposizione “ solatia ” sul fianco del monte ) il Marchese Ugo si smarrì dal suo seguito, fino ad arrivare presso una fucina dove si lavorava il ferro. Lo spettacolo di ferro e fuoco di tutti quegli uomini neri e deformi per il duro lavoro lo impressionò, cosicché quando chiese chi questi fossero, gli fu risposto che erano anime dannate, e che la stessa sorte sarebbe capitata a lui se non si fosse pentito della sua condotta di vita esageratamente mondana. Appena tornato a Firenze, turbato da tutto ciò, adottò uno stile di vita morigerato, decise di vendere tutti i suoi beni in Germania e con il ricavato fece costruire l’attuale Badia Fiorentina in onore della Vergine Maria, dove fu sepolto dopo la sua morte, avvenuta il 21 Dicembre, giorno appunto di S. Tommaso. ( 1001/1006 l’anno è incerto )In seguito Mino da Fiesole scolpì in suo onore un monumento funerario tuttora presente all’interno della chiesa. In tutto, successivamente alla Badia Fiorentina, contribuì alla costruzione od al rifacimento di altre sei badie, per la precisione a Buonsollazzo (luogo dell’episodio sopracitato), Arezzo, Poggibonizzi (attuale Poggibonsi), Verruca di Pisa, Città di Castello e per ultima la Badia a Settimo nei pressi di Scandicci.
Grazie per l’attenzione, alla prossima.