logo
taxi sms firenze taxi telefono firenze

Itinerari danteschi di Roberto Naldini – V canto purgatorio – La dolente storia di Pia de’ Tolomei

Come oramai leggiamo ogni giorno sulle cronache di tutti i quotidiani, le violenze perpetrate nei confronti delle donne sembra non accennino a diminuire. Anzi, oramai le violenze che potevamo attribuire a condizioni sociali ed economiche disagiate, adesso tendono ad investire anche strati sociali più elevati. Non ultimo, il medico fiorentino che tempo fa, massacrò la moglie a bastonate.
Questo argomento mi dà lo spunto per parlare di un famoso “femminicidio”, poi passato alla storia, ricordato da Dante Alighieri nel V canto del Purgatorio. Si tratta dell’episodio riguardante la senese Pia de’ Tolomei che ha ispirato di recente anche un album di canzoni alla sua concittadina Gianna Nannini.
Dante con sette endecasillabi ci descrive l’episodio:

“Deh, quando tu sarai tornato al mondo
E riposato de la lunga via “,
seguitò ‘l terzo spirito al secondo,
“ricordati di me, che son la Pia;
Siena mi fè, disfecemi Maremma:
salsi colui che ‘nnanellata pria
disposando m’avea con la sua gemma”

A parlare è Pia de’ Tolomei e raccomanda a Dante, dopo che avrà fatto ritorno da questo lungo viaggio e si sarà riposato, di ricordarsi di Lei. Racconta di essere nata a Siena e morta in Maremma, lo sa bene (salsi) colui che mi ha sposata. Nessun rancore, nessuna acrimonia nelle parole della Pia per colui che è stata la causa della sua morte. Solo la velata malinconia di sapere che chi l’ha uccisa è colui che con le nozze, avrebbe dovuto essere la sua difesa. Il ricordo del marito colpevole sfuma malinconicamente nel ricordo del più bel giorno della sua vita, quello del matrimonio. Il “disposare” e “l’inannelare” erano i due atti della cerimonia religiosa del matrimonio; con il primo si dichiarava la volontà di sposare, con il secondo si poneva l’anello come segno di tale volontà.
La storia di Pia non è ben conosciuta, anzi per dire la verità è avvolta da un fitto mistero, infatti Dante ce ne dà una spiegazione sommaria, come dire; chiedete a colui che mi ha sposato come sono andati i fatti. Cosa ci dicono i documenti ? Su Pia niente di certo. Notizie abbondanti invece abbiamo su Nello de’ Pannocchieschi, podestà di Volterra e di Lucca, capitano della taglia Guelfa nel 1284 e vissuto almeno fino al 1322, anno in cui fece testamento ( questa data ci ricorda che visse al tempo di Dante, morto nel 1321) e sulla sua relazione con successivo matrimonio con una donna dai molti mariti e non meno numerosi amanti, Margherita degli Aldobrandeschi. Che moglie di Nello, prima di Margherita, fosse la Pia di Dante ce lo dicono gli antichi commentatori. Non abbiamo ragione di non credere loro. Ma per quanto riguarda la causa della morte, non tutti i commenti sono univoci: per alcuni era colpevole di infedeltà, per altri fu uccisa dal marito per gelosia, ma il sospetto di tradimento pareva infondato; per altri, infine, la ragione dell’uxoricidio sarebbe stato il desiderio di Nello di essere libero per sposare Margherita.
Questi vari racconti circa la scomparsa di Pia, sono una riprova di quanto fosse fitto il mistero su quella vicenda e quanto esso interessasse l’opinione pubblica. L’ultima versione è quella più comunemente accolta, forse anche perché a farla preferire ai lettori c’è la simpatia che i versi di Dante suscitano nei confronti di Pia. Secondo questa interpretazione, nelle parole di lei non traspare alcun odio o senso di rivalsa nei confronti del marito uccisore, ma amore: per lei, il marito non è lo spietato Killer, ma bensì, ancora e per l’eternità, lo sposo. Di quella breve vita, tra Siena e la Maremma, si evidenzia nel ricordo di Pia solo la gemma dello sposalizio. Suggestiva interpretazione; ma è poesia e come si sa a volte la poesia serve ad edulcorare anche episodi tragici come questo. Ancora oggi la tradizione indica un dirupo, su cui sorgono le rovine del castello della Pietra, nei pressi di Gavorrano, in provincia di Grosseto, dove sarebbe successo l’uxoricidio, chiamato “ il salto della Contessa “; ma è ormai ritenuto probabile che tale denominazione sia usata dietro suggerimento dell’episodio raccontato da Dante.

Chiama ora il tuo Taxi