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Itinerari danteschi di Roberto Naldini(Torino 32) – Guelfi e Ghibellini

Questo mese ci trasferiamo armi e bagagli in uno dei luoghi simbolo della nostra bella Firenze: Ponte Vecchio, dove ogni turista che fa tappa in città ambisce a passare per ammirarne sia l’architettura, sia il luccichio delle vetrine dei gioiellieri fra i più famosi al mondo.
Va detto però che il ponte che noi adesso vediamo, non è quello che ha ospitato gli accadimenti che noi andremo a raccontare. L’attuale Ponte Vecchio è stato costruito dopo la rovinosa alluvione del 4 Novembre 1333 che spazzò via il ponte esistente al posto dell’attuale, il quale si trovava leggermente più a monte, pressappoco all’altezza dell’attuale Piazza Mentana. A quella data i personaggi del racconto odierno, incluso Dante che li descrive, erano già morti. Tutto nasce da una mancata promessa di matrimonio da parte di Buondelmonte dei Buondelmonti, figlio di Tegghiaio, nei confronti di una fanciulla di nome Reparata Amidei. Il Buondelmonti , su istigazione di Gualdrada Donati sposò la figlia di quest’ultima. Questo fatto scatenò le ire della famiglia Amidei, che insieme ai propri alleati che includevano i Lamberti, si riunirono per decidere il da farsi. Narra il Villani :”E stando tra loro in consiglio, in che modo dovessero offendere, o di batterlo o di ferirlo, il Mosca dei Lamberti disse la mala parola : “ cosa fatta capo ha “, ( arrivata fino ai giorni nostri ) cioè che fosse ucciso, e così fu fatto. “ ( Cron, V 38 ) L’agguato fu portato a termine la mattina di Pasqua del 1216 e Buondelmonte passò a miglior vita. La prima targa che fa riferimento a questo episodio si trova in Por Santa Maria, sulla Torre degli Amidei, dove oggi ha sede la gioielleria Piccini :

La casa di che nacque il vostro fleto,
per lo giusto disdegno che v’ha morti
e puose fine al vostro viver lieto,
era onorata essa e i suoi consorti.

Spieghiamo il significato. La casata degli Amidei , dalla quale ebbe origine il vostro pianto, (fleto, lat. Fletus) allusione allo sdegno( giusto disdegno ) degli Amidei stessi, per l’offesa recata loro da Buondelmonte dei Buondelmonti, la quale fu la causa della successiva scissione della città in Guelfi e Ghibellini e di fatto la fine della tranquilla convivenza fra i cittadini di Firenze, (e puose fine al vostro viver lieto) era stimata insieme ai suoi sodali.
La targa successiva che andremo a scoprire si trova nei pressi dell’angolo di Vicolo dell’ Oro con Borgo S.S. Apostoli (lato Piazza S. Trinita.)

O Buondelmonte…. ( quanto mal fuggisti
Le nozze sue per li altrui conforti ! )
Molti sarebber lieti, che son tristi,
se Dio t’ avesse conceduto ad Ema,
la prima volta che a città venisti.

La parte fra parentesi non è presente sulla targa, ma rende chiaro il senso del discorso.
Qui si imputa a Buondelmonti di essere stato involontaria causa della scissione fra Guelfi e Ghibellini, dovuta al mancato matrimonio con Reparata Amidei . La famiglia Buondelmonti fu una delle prime ad arrivare dal contado ( inurbarsi ). Le sue proprietà si trovavano intorno al Castello di Montebuoni, in val di Greve, e Dante tramite il suo trisavolo Cacciaguida ci dice che: molti sarebbero lieti ed invece sono tristi ( a causa delle guerre fratricide fra Guelfi e Ghibellini ) se Dio ti avesse fatto affogare ( conceduto ) nell’Ema (piccolo fiume che venendo da Montebuoni a Firenze, si deve obbligatoriamente attraversare ) la prima volta che venisti in città. Ovviamente, in questo caso si coglie un momento storico, dal quale far partire una guerra fratricida,( Guelfi e Ghibellini ) che è arrivata a definire il carattere litigioso dei Fiorentini fino ai giorni nostri. Come dire: se Buondelmonte fosse morto affogato la prima volta che venne a Firenze, la pace avrebbe regnato in città fino ad oggi. Povero Buondelmonti, a parte la sua indecisione nell’unirsi in matrimonio con la persona giusta,( come sempre le donne sono capaci di cambiare il corso della storia ! ) non mi pare giusto ritenerlo responsabile di tutti i misfatti successivi.

Roberto Naldini r_naldini@libero.it

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