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Itinerari Medicei di Roberto Naldini(Torino 32) – La città del Principe –

Questa settimana,per cambiare argomento, visto che sono in corso le visite che organizziamo con il sostegno della S.M.S, parleremo del periodo inerente la realizzazione della galleria degli Uffizi e del corridoio Vasariano,che includendo anche Palazzo Vecchio possiamo chiamare “Città del Principe”. Dopo le traversie dei Medici,scacciati e tornati più volte,Firenze finalmente volta pagina,e trova finalmente nel duca Cosimo il fondatore del Principato (secondo periodo del dominio mediceo) e l’autocrate deciso che cancella nel fasto della corte ogni residuo di gloria repubblicana fiorentina. Accanto al David di Michelangelo ora sorgerà,in piazza Signoria,il gigantismo dell’Ercole e Caco di Baccio Bandinelli (1534),che cerca con una statua di pari dimensioni, di contrastare il predominio michelangiolesco presente sulla piazza,senza peraltro riuscirvi. Col 1540 Cosimo si è trasferito dal Palazzo di via Larga (attuale via Cavour)a Palazzo Vecchio:casa del Principe e centro del potere devono coincidere. Attorno a lui i suoi artisti; il Tribolo,grande adornatore di ville,il Cellini,il Vasari affrescatore delle glorie della casata,l’Ammannati che regalerà a Firenze,dopo la burrasca dell’alluvione del 1557,l’armonia irripetibile del ponte a Santa Trinita. Cominciano tempi fastosi ma intimamente duri per l’arte:fra poco Francesco,successore di Cosimo,potrà dire proprio al Cellini:”solo vi dimostrate grandi mediante le occasioni che voi ricevete da noi. Ora voi doverresti essere un poco più obbedienti, e non tanto superbi e di vostro capo”, il regime è cominciato.
NASCE LA CITTA’ DEL PRINCIPE
Torniamo a Cosimo.Ora la storia urbanistica e artistica della città si intreccia con la storia politica. Visto dall’esterno,pare che Cosimo prosegua l’attività mecenatesca della famiglia: rinnova Palazzo Vecchio; inventa gli Uffizi vasariani,congiunge col “corridoio” il Palazzo che fu dei priori con palazzo Pitti,incarica l’Ammannati del ponte a Santa Trinita e il Vasari della loggia del Pesce al mercato vecchio; completa la biblioteca Laurenziana,lusinga Michelangelo,ormai romano di adozione per erigere il gran monumento di famiglia; (le Cappelle Medicee)infine si circonda e fa lavorare artisti quali il Cellini,Baccio Bandinelli,Vasari e l’eccelso ritrattista Bronzino. Tutto vero,ma in realtà ogni mossa di Cosimo ha un corrispettivo preciso di strategia politica: affermare il potere autocratico,finalmente raggiunto,rispecchiandolo anche nell’assetto urbano di Firenze. Mentre Palazzo Vecchio si rinnova,Cosimo prosegue la trasformazione della città. Eleonora di Toledo,sua moglie,ha acquistato il mai finito palazzo Pitti,di là d’Arno.Il principe ne affida la sistemazione all’Ammannati,sorge anche quel mirabile giardino che sarà Boboli. Firenze urbanisticamente si sbilancia: per un secolo il suo centro motore era stato fra Palazzo Medici,il convento di S.Marco e San Lorenzo,ora l’oltrarno e il fiume si integrano nel percorso del principe che avrà in via Maggio la sua nuova strada nobiliare.(Il nome Maggio è dovuto ad una contrazione di Maggiore,niente a che vedere con il mese)Pressanti esigenze di sicurezza inducono il principe ed i suoi architetti ad escogitare un inedito percorso,chiuso e protetto,tra palazzo Vecchio,l’erigendo vasariono palazzo dagli Uffizi (sede dell’amministrazione)collegato con un ponte interno su via della Ninna e presto con una lunga galleria-frutto della genialità del Vasari-che passa sul ponte Vecchio e conduce direttamente a palazzo Pitti. Senza esporsi al pubblico,ora il principe può giungere dal palazzo Vecchio al Forte di Belvedere. E’ curioso notare che il “corridoio” necessitò si soli sei mesi per essere ultimato.(E’ probabile che le pratiche burocratiche fossero necessariamente più snelle!) Con la realizzazione del “corridoio Vasariano” è definitivamente nata la città principesca,protetta come ogni potere assoluto deve essere protetto; e segreta !
Grazie per l’attenzione,alla prossima. r_naldini@libero.it