logo
taxi sms firenze taxi telefono firenze

La favola dantesca di Roberto Naldini (Torino 32)

Iniziamo il vero e proprio viaggio “a testa in su”,partendo dal luogo simbolo della “favola Dantesca”: la casa dove è nato,che adesso non esiste più,e si trovava presumibilmente nei dintorni dell’attuale via Dante Alighieri,all’altezza della torre della Castagna (all’angolo con piazza S.Martino).La targa che ci racconta dove è nato Dante si trova sopra l’insegna della trattoria del Pennello (leggermente a destra)e dice:

I’ fui nato e cresciuto
Sovra ‘l bel fiume d’Arno a la gran villa. (Inf.XXIII, 94-95)

Chiaro il significato,c’è solo da spiegare che “gran villa” non è riferito all’abitazione di Dante,ma s’intende gran città,cioè Firenze,in quanto villa deriva dal francese “ville” che significa appunto città. Dopo averci detto dove è nato,Dante si preoccupa di raccontarci anche quando è nato,e questo non lo troviamo scolpito in nessuna lapide,ma lo leggiamo direttamente nel XXII canto del Paradiso,dove descrivendo la costellazione che segue il toro, quella dei gemelli alla quale Dante appartiene,dice: “quand’io senti’ di prima l’aere tosco”,cioè quando io respirai la prima aria di Toscana. Non esistono documenti ufficiali sulla nascita di Dante,ma gli studiosi ipotizzano che la data esatta sia a cavallo fra la fine di Maggio ed i primi giorni di Giugno del 1265. Essendo il segno dei gemelli,nella credenza dell’epoca incline alle arti in genere,Dante si sentiva in qualche modo un predestinato,ed in diverse occasioni pecca di immodestia dichiarando di essere il migliore nel suo campo. Oltre che nozioni anagrafiche la Divina Commedia ce ne fornisce anche di geografiche,e la seconda lapide che andremo oggi a scoprire ci parla del fiume che attraversa la nostra città,che tutti noi sappiamo essere l’Arno.La lapide si trova sulla torre che sovrasta Piazza Piave,e la possiamo vedere sul lato che guarda il fiume;questo il contenuto:

Per mezza Toscana si spazia
Un fiumicel che nasce in Falterona,
e cento miglia di corso nol sazia. (Purg. XIV, 16-18)

L’Arno non è sazio di cento miglia perché è lungo circa 241 Km,(100 miglia sono circa 168 Km)ed insieme agli indubbi benefici,ha causato anche numerosi danni alla città di Firenze,con le sue 172 alluvioni,registrate dal 1191 ad oggi. Numerosi sono i riferimenti marmorei che ci ricordano date ed altezze raggiunte dal fiume,specie nella zona di Santa Croce,e quelli con qualche anno sulle spalle come me,si ricorderanno di certo l’ultima alluvione del 4 Novembre 1966. Una curiosità è data dal fatto che lo stesso 4 Novembre,ma del 1333 l’Arno straripò,e distrusse il ponte che esisteva in luogo dell’attuale Ponte Vecchio,che per la precisione si trovava all’altezza della galleria degli Uffizi. Come possiamo notare,i numeri che compongono il millesimo dell’ultima alluvione escluso il primo (966),sono tutti multipli del (333)millesimo che causò la distruzione del ponte ricordato in precedenza. Pura coincidenza, o segno scaramantico del destino ? Con questo enigma vi saluto e vi rimando al prossimo mese.
Roberto Naldini (Torino 32) r_naldini@libero.it