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La pallina da Tennis di Luca Sellerio (Firenze 02) – 007

Siccome dice che è meglio non far nomi ne cognomi e tantomeno sigle, volevo dire che quando il Gabriele Pierozzi, in arte “Bari 16″, vide una foto sul mio profilo di facebook mentre mi lanciavo tutto bardato nel “volo dell’angelo” a Castelmezzano in Basilicata, non si sarebbe mai immaginato a quale valanga di allegre battute avrebbe dato il via!
Castelmezzano e Pietrapertosa sono due paesini in provincia di Potenza, separati da una valle stretta e profonda ma collegati da un cavo di acciaio lungo 1550 metri ad una altezza di circa 400 metri. Attaccati al cavo tramite una carrucola in posizione orizzontale e rivolti verso il basso durante il volo si raggiunge la velocità di circa 120 kmh! L’unico rumore è il sibilo del vento, il paesaggio e gli alberi corrono sotto di te e vedi la tua ombra piccina piccina, sfrecciare veloce. Sembra davvero di volare.
Il commento testuale di Gabriele alla foto è stato:” O Luca, a questo punto vendi tutto e fai il prossimo film di 007!”
Da cosa nasce cosa, una battuta tira l’altra, fra tutti quei commenti scherzosi è iniziata la storia.
Da lì ho preso spunto e mi sono messo a giocare.
Poi le coincidenze hanno aiutato. Incredibile quando sono andato a montare la pubblicità sul mio taxi per l’esposizione di Pitti Uomo e mi ritrovo la macchina con la decorazione dell’Aston Martin. Cristiano mi ha fotografato accanto al taxi mentre in posa alla James Bond tenevo le dita della mano a mo’ di pistola . (Ma che fine ha fatto quella foto?)
Tornato a casa ho voluto fare le cose per benino. Ho indossato il mio vestito del matrimonio (io c’entro ancora), mi sono messo il papillon che portavo quando facevo il dandy negli anni 80 alla David Bowie, ho preso in prestito la pistola giocattolo di mio figlio, mi sono messo in posa e mi son fatto la foto alla James Bond.
Ho avuto un successone su Facebook tanto che poi ho impostato la musica di 007 come suoneria del cellulare. I colleghi che mi incrociavano per strada mi salutavano facendomi il segno della pistola e la cosa si è simpaticamente ingigantita. Mi sono immedesimato nella parte per stare al gioco.
E’ sempre meglio cercare di sorridere e fare sorridere per passare meglio la giornata e quando è il caso, anche per mettere a proprio agio i clienti: con un sorriso tutto diventa più semplice. Il buon umore è di grande aiuto, se non per gli altri, almeno per me!
Così quando in piazza S. Marco arrivò la cliente per un taxi gli altri colleghi scherzosamente mi si rivolsero dicendo: “Ehi James che stà a te?”
“Si, prego, si accomodi.” Dico alla signora.
“Dovremmo andare all’hotel Royal.” Dovremmo? Al plurale? Plurale maiestatis?Dove sono gli altri? Tutte queste domande mi si accavallano nella mente in un attimo.
“Ok, va bene.” Rispondo comunque alla signora.
“No, no! Lei doverebbe andare avanti e noi la seguiamo con la macchina.” Ah, ecco la ragione del plurale. Infatti il marito, compagno, o che ne so, con una manina mi fa un ciao ciao che se non ci fosse stata la sua signora, per me sarebbe potuto passare anche per equivoco.
“Allora è più difficile!” Dico alla signora anche se il mio pubblico in realtà erano i colleghi accanto a me.
La signora mi guarda con aria interrogativa.
“Perché?” Mi chiede infatti e giustamente.
“Perché andare all’hotel Royale è un “Casinò Royale”! E poi perché mi è più facile inseguire che essere inseguito! E poi quando mi seguono è più forte di me, ma tendo a seminare gli inseguitori!” Rispondo alla signora infilandomi gli occhiali da sole per mascherare in qualche modo il sorriso che mi stà scappando.
“E come mai?” Mi chiede la signora quasi imbarazzata non capendo bene la situazione.
“Le svelerò un segreto ma se lo tenga per se! Il mio vero nome è Bond, James Bond!”
I colleghi intorno si mettono a ridacchiare sapendo dove andavo a parare e anche la signora capisce lo scherzo e si mette a ridere pure lei, anche se in modo meno sguaiato.
“Avverta suo marito che cercherò di andare piano ma sarebbe meglio che lei venga con me.” A questo punto la signora la prende sullo scherzo, anche se in realtà non sto affatto scherzando perché da regolamento, devo avere una persona a bordo.
Il marito poco più in la ci stà guardando strano perché non riesce a capire che cosa sta succedendo.
“Dai, va bene. Io vado con lui, tu seguici… se ci riesci.” Dice al marito che mette in moto con sguardo perplesso, mentre lei continua a ridacchiare.
La signora poi torna da me, apre lo sportello anteriore e con sguardo complice mi chiede: “Posso salire davanti… James?”
“Ma certo, si accomodi.” Rispondo galantemente con un sorriso a trentadue denti.
Parto lentamente e mi faccio seguire tranquillamente dal marito.
Poi con un sorriso fra il furbetto e il sornione chiedo alla signora: “E’ sicura di non volerlo seminare?”
La signora apprezza il sottile complimento e mi ringrazia con un sorriso sincero.
“La ringrazio James, ma è meglio di no, anche se è difficile dire di no a un uomo come lei!”
Quando arriviamo all’albergo scendo per aprire lo sportello alla signora come avrebbe fatto galantemente James Bond.
Il marito ci osserva con sguardo indagatore non capendo il motivo di tanti sorrisi ma mi paga la corsa anche se con aria perplessa.
Io ringrazio e saluto entrambi.
Anche la signora continuando a sorridere mi saluta.
“E’ stato un piacere Mr. Bond!”
Mentre mi allontano penso: “Ma non è meglio lavorare così?”

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