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La Pallina da Tennis di Luca Sellerio ( Firenze 02) – Da rattona a topona -

“Buongiorno, mi aspetti per favore, sono in ritardo ma non vada via, arrivo!” Mi urla dalla finestra una signora scapigliatissima.
“Va bene, non vado via, l’aspetto.” Le urlo di rimando.
“Si, grazie! Mi dia ancora qualche minuto per cortesia.” Mi urla di nuovo scomparendo dietro i vetri e chiudendo la finestra.
Mi sento sollevato perché il pensiero di aver fatto la “corsa a vuoto” aveva già cominciato ad insinuarsi nella mia mente.
La “corsa a vuoto” è una cosa antipatica. Fermarsi in piazza secondo o terzo dietro ad altri colleghi, aspettare il tuo turno per essere primo per rispondere alla chiamata, arrivare all’indirizzo e aspettare ancora e poi non si presenta nessuno è veramente fastidioso. Fatti tutti i calcoli hai perso un sacco di tempo e ti ritrovi al punto di partenza.
“Grazie per avermi aspettato, sono in ritardissimo, ho il treno fra venti minuti. Ce la facciamo?” Mi chiede speranzosa la signora scapigliatissima.
“Madonna, ma com’è ridotta questa qui?” Mi viene da pensare quando riesco a vedere da vicino la mia cliente. Capisco allora che il motivo della camicia lasciata volutamente e abbondantemente sbottonata non era tanto quello di mettere in risalto le poppe, a dire il vero, notevoli, quanto quello di distogliere l’attenzione dal viso.
Mariangela Fantozzi al confronto sarebbe stata una fotomodella.
“Si, stia tranquilla, a quest’ora per le strade non c’è nessuno e ce la facciamo sicuramente.” Rispondo per tranquillizzarla.
“Meno male, grazie.” Mi dice tirando un mega sospirone di sollievo.
“Certo se tira un sospirone così alle cinque di mattina … alla sera che succede?”
“Non mi dica niente! Oggi non è giornata! Ho una riunione a Roma e nel primo pomeriggio devo essere di nuovo qui in ufficio e ne avrò fino all’ora di cena, se tutto va bene! E stanotte ho fatto le due per questi maledetti documenti. Non riuscivo ad alzarmi!” Si lamenta la signora.
“Vita tranquillina la sua eh?” Regalando un po’ di comprensione alla mia cliente.
“Ma non c’è una luce qui dietro? Nella fretta non mi sono nemmeno truccata!”
“E si vede!” avrei voluto risponderle pensando che ne avesse davvero bisogno ma che la battaglia da combattere per il restauro sarebbe stata molto dura.
“Si , certo!” Rispondo accendendole la luce di cortesia e augurandole in cuor mio buona fortuna per la riuscita dell’impresa.
Vedo che la signora si mette davvero d’impegno e inizia a lavorare di fondotinta, ombretti e pettine. Sono proprio curioso di vedere se riesce a darsi anche lo smalto alle unghie! Il top della sua abilità lo raggiunge in via della Colonna riuscendo a farsi il rigo agli occhi con quel fondo stradale così sconnesso che rischiava di accecarsi. All’altezza di piazza Indipendenza inizio a rendermi conto che l’abilità della signora cominciava a dare i suoi frutti. Niente smalto ma guarda un po’ che razza di restauratrice mi sono trovato in macchina stamani! E’ Il momento del rimmel, poi un ultimo tocco con il rossetto, un’ultima controllatina allo specchietto per un colpo di spazzola e l’opera si conclude.
Alla stazione mi volto per dare il resto alla mia cliente ma rimango letteralmente a bocca aperta credendo di essere su “Scherzi a parte” e mi avessero cambiato la cliente a mia insaputa. Forse vedendo il mio sguardo sorpreso la signora in modo civettuolo mi chiede se sta bene e se è davvero in ordine.
“Complimenti! Sta davvero benissimo!” Riesco a balbettare a malapena ammirando sinceramente la trasformazione della signora.
“Si? Dice davvero?” Mi chiede soddisfatta del proprio lavoro.
“Ma certo! Molto carina!”
“Ora non esageri, lei è troppo gentile!” Risponde facendo si, un po’ la modesta, ma rilevando con un bel sorriso di aver apprezzato il complimento.
La guardo allontanarsi versi i treni e lo sguardo indugia sulle rotondità del lato B. Complimenti per l’ottimo risultato… e anche per il bel fondoschiena!