logo
taxi sms firenze taxi telefono firenze

La Pallina da Tennis di Luca Sellerio (Firenze 02) – Il gioco dell’ oca.

IL GIOCO DELL’OCA

Mi disse il cliente salendo in macchina in via Bartolomeo Scala a Gavinana. Risposi cortesemente a una persona educata che si presenta in modo gradevole, gentile e con il sorriso. In realtà mi chiese di andare al teatro comunale entrata artisti in via Solferino. Risposi io. Il signor giocatore aveva scelto come segnalino la macchinina bianca con su scritto “TAXI”. Il signore aveva infatti a disposizione diverse pedine fra le quali poter scegliere: quella arancione, la più grande, non velocissima e con la scritta “BUS”, quella piccola con due ruote, più faticosa ma facile da parcheggiare con scritto “BICI”, quella un pochino più grande, sempre con due ruote ma più veloce con scritto “MOTO”, quella verde a quattro ruote, comoda si, ma poco pratica e impossibile da parcheggiare con scritto “AUTO” e l’ultima, esaperatamente lenta, sicuramente la meno dispendiosa ma più sicura a forma di scarpa con scritto “PIEDI” con sotto in piccolo “chi va piano, va sano e va lontano”. Il signor giocatore aveva però da scontare un grosso handicap iniziale per la partita. Forse dovuto a precedenti partecipazioni al gioco, il motivo preciso non lo conosco, era costretto a trascinarsi dietro un pesante fardello a forma di strumento musicale ingombrante. Non si trattava di un contrabbasso, per fortuna, che avrebbe influito notevolmente sul risultato finale della partita ma comunque rappresentava un valido motivo per la scelta della pedina da dover scegliere. Il signor giocatore doveva avere anche una certa esperienza nel gioco perché, secondo il mio personalissimo pensiero, prendendo in considerazione tutti i fattori, aveva fatto la scelta più appropriata. Ovvia, tutto a posto? Si? Allora cominciamo, … lanciamo il dado. Tre! Mmm… non un gran tiro. Uno, due, tre: via Coluccio Salutati: Corsia preferenziale. Bene. Si scorre. Tiriamo ancora. Due! Insomma, non un gran tiro. Uno e due: via Giampaolo Orsini: Autobus, aspettare che faccia la fermata… togli uno dal prossimo tiro. Speriamo allora in un punteggio più alto. Faccio il tifo per il mio cliente. Sei! Ovvia! Un bel tiro finalmente! Peccato che bisogna toglierne uno. Uno, due, tre, quattro e cinque: Lungarno Serristori: Sorpassi l’autobus. Bene, tiriamo ancora. Uno! No! Si poteva fare meglio. Ponte alla Grazie: attraversa il fiume Arno. Quattro! O vediamo dove si va a cascare. Uno, due, tre, quattro: Lungarno Archibusieri-Ponte Vecchio: Vai piano a causa dei turisti in mezzo di strada che non si vogliono spostare: togli due dal prossimo tiro. Bella palla! (Sarcastico!) Se si va avanti così si fa l’ora di cena! Tre! Uffa e due da togliere fa uno! Uno: Ponte S.Trinita: attraversa il fiume Arno! (Un’altra volta?) Eh si! Un’altra volta! Altro tiro. Uno! Altro che ora di cena! Qui si fa buio! Cerco in qualche modo di motivare il signor giocatore perché vedo che la curva non è contenta della prestazione che sta volgendo al deludente! Comunque, va be’, uno: Lungarno Guicciardini: Raccolta differenziata! Stai fermo due turni finchè il camion del Quadrifoglio non ha concluso il suo lavoro! Pazienza! E’ questo il bello del gioco dell’oca! Tiri il dado (giri l’angolo) e non sai che ti può capitare. Aspettiamo finchè finalmente si può ricominciare. Tre! Ma basta! Mai un tiro come si deve. Inizio a spazientirmi! Sarà anche un signor giocatore d’eperienza ma oggi non dev’essere proprio il suo giorno fortunato! Ma ormai siamo in ballo e si deve ballare. Uno, due, tre: Ponte Vespucci: attraversa il fiume Arno! Ancora??!!?? Ma di che ti lamenti? Stai facendo il gioco dell’oca o no? Se non fosse un po’ tortuoso che gusto ci sarebbe? Certo che chi ha disegnato questo tabellone ha davvero un’ottima fantasia! Attraversare il fiume tre volte per andare nella stessa direzione ha un qualcosa di geniale per rendere interessante la partita. Ci pensate se il giocatore fosse stato uno straniero? Che divertimento vederlo incazzarsi come una bestia quando gli attraversi il fiume per la terza volta e lui crede che lo stai facendo apposta per tirarglielo in culo! Sai che risate??!!?? Va be’! O vediamo di arrivare alle fine e a stendere un velo pietoso su questa partita giocata malissimo. Sei! Ovvia! O icchè si fa? Si prova a raggiungere il risultato in zona Cesarini? Uno, due, tre, quattro, cinque e sei: via Palestro: per festeggiare la vittoria nella battaglia della seconda guerra d’indipendenza contro gli Austriaci del 1859, fai un passo avanti. Stai a vedere che finalmente la fortuna volge al nostro favore! Facciamo il passo avanti: via Solferino: la signora anziana non riesce a parcheggiare la pandina nello spazio per un’autoarticolato. Devi aspettare; salti un tiro perché la signora è veramente in difficoltà e sta entrando nel panico. Per non prerdere il tiro però hai la possibilità di suonare il clacson ma se lo fai lei ti manda a quel paese e vai indietro di quattro caselle! E ti pareva! Troppa grazia S.Antonio! Chiedo con un filo di terrore nella voce, al signor giocatore. Per fortuna anche lui è della mia stessa opinione, così decidiamo di aspettare. Finalmente possiamo tirare il dado, il problema è che a questo punto il punteggio deve essere preciso perché se si sorpassa la casella di arrivo bisogna continuare a contare le caselle tornando indietro fino a che non si riesce a cadere precisamente sulla casella “Arrivo”. E noi abbiamo bisogno di un “uno”. Via signor giocatore, si concentri e vediamo se questa volta riusciamo ad arrivare precisi senza stare a perdere ancora del tempo. Vedo che si concentra, fa girare il dado nella mano per un tempo che mi pare intrerminabile, poi si decide a lancia il dado. Il dado gira, gira, gira, finalmente rallenta e sembra fermarsi. Fai che sia “uno”, fai che sia “uno” … Uno! Che cu… fortuna! Siamo arrivati a destinazione! In realtà mi salutò nel suo modo gentile e con il sorriso augurandomi la buona giornata. Contraccambio con cortesia. Sono già pronto per una nuova partita, speriamo che sia più fortunata!

Mi disse il cliente salendo in macchina in via Bartolomeo Scala a Gavinana. Risposi cortesemente a una persona educata che si presenta in modo gradevole, gentile e con il sorriso. In realtà mi chiese di andare al teatro comunale entrata artisti in via Solferino. Risposi io. Il signor giocatore aveva scelto come segnalino la macchinina bianca con su scritto “TAXI”. Il signore aveva infatti a disposizione diverse pedine fra le quali poter scegliere: quella arancione, la più grande, non velocissima e con la scritta “BUS”, quella piccola con due ruote, più faticosa ma facile da parcheggiare con scritto “BICI”, quella un pochino più grande, sempre con due ruote ma più veloce con scritto “MOTO”, quella verde a quattro ruote, comoda si, ma poco pratica e impossibile da parcheggiare con scritto “AUTO” e l’ultima, esaperatamente lenta, sicuramente la meno dispendiosa ma più sicura a forma di scarpa con scritto “PIEDI” con sotto in piccolo “chi va piano, va sano e va lontano”. Il signor giocatore aveva però da scontare un grosso handicap iniziale per la partita. Forse dovuto a precedenti partecipazioni al gioco, il motivo preciso non lo conosco, era costretto a trascinarsi dietro un pesante fardello a forma di strumento musicale ingombrante. Non si trattava di un contrabbasso, per fortuna, che avrebbe influito notevolmente sul risultato finale della partita ma comunque rappresentava un valido motivo per la scelta della pedina da dover scegliere. Il signor giocatore doveva avere anche una certa esperienza nel gioco perché, secondo il mio personalissimo pensiero, prendendo in considerazione tutti i fattori, aveva fatto la scelta più appropriata. Ovvia, tutto a posto? Si? Allora cominciamo, … lanciamo il dado. Tre! Mmm… non un gran tiro. Uno, due, tre: via Coluccio Salutati: Corsia preferenziale. Bene. Si scorre. Tiriamo ancora. Due! Insomma, non un gran tiro. Uno e due: via Giampaolo Orsini: Autobus, aspettare che faccia la fermata… togli uno dal prossimo tiro. Speriamo allora in un punteggio più alto. Faccio il tifo per il mio cliente. Sei! Ovvia! Un bel tiro finalmente! Peccato che bisogna toglierne uno. Uno, due, tre, quattro e cinque: Lungarno Serristori: Sorpassi l’autobus. Bene, tiriamo ancora. Uno! No! Si poteva fare meglio. Ponte alla Grazie: attraversa il fiume Arno. Quattro! O vediamo dove si va a cascare. Uno, due, tre, quattro: Lungarno Archibusieri-Ponte Vecchio: Vai piano a causa dei turisti in mezzo di strada che non si vogliono spostare: togli due dal prossimo tiro. Bella palla! (Sarcastico!) Se si va avanti così si fa l’ora di cena! Tre! Uffa e due da togliere fa uno! Uno: Ponte S.Trinita: attraversa il fiume Arno! (Un’altra volta?) Eh si! Un’altra volta! Altro tiro. Uno! Altro che ora di cena! Qui si fa buio! Cerco in qualche modo di motivare il signor giocatore perché vedo che la curva non è contenta della prestazione che sta volgendo al deludente! Comunque, va be’, uno: Lungarno Guicciardini: Raccolta differenziata! Stai fermo due turni finchè il camion del Quadrifoglio non ha concluso il suo lavoro! Pazienza! E’ questo il bello del gioco dell’oca! Tiri il dado (giri l’angolo) e non sai che ti può capitare. Aspettiamo finchè finalmente si può ricominciare. Tre! Ma basta! Mai un tiro come si deve. Inizio a spazientirmi! Sarà anche un signor giocatore d’eperienza ma oggi non dev’essere proprio il suo giorno fortunato! Ma ormai siamo in ballo e si deve ballare. Uno, due, tre: Ponte Vespucci: attraversa il fiume Arno! Ancora??!!?? Ma di che ti lamenti? Stai facendo il gioco dell’oca o no? Se non fosse un po’ tortuoso che gusto ci sarebbe? Certo che chi ha disegnato questo tabellone ha davvero un’ottima fantasia! Attraversare il fiume tre volte per andare nella stessa direzione ha un qualcosa di geniale per rendere interessante la partita. Ci pensate se il giocatore fosse stato uno straniero? Che divertimento vederlo incazzarsi come una bestia quando gli attraversi il fiume per la terza volta e lui crede che lo stai facendo apposta per tirarglielo in culo! Sai che risate??!!?? Va be’! O vediamo di arrivare alle fine e a stendere un velo pietoso su questa partita giocata malissimo. Sei! Ovvia! O icchè si fa? Si prova a raggiungere il risultato in zona Cesarini? Uno, due, tre, quattro, cinque e sei: via Palestro: per festeggiare la vittoria nella battaglia della seconda guerra d’indipendenza contro gli Austriaci del 1859, fai un passo avanti. Stai a vedere che finalmente la fortuna volge al nostro favore! Facciamo il passo avanti: via Solferino: la signora anziana non riesce a parcheggiare la pandina nello spazio per un’autoarticolato. Devi aspettare; salti un tiro perché la signora è veramente in difficoltà e sta entrando nel panico. Per non prerdere il tiro però hai la possibilità di suonare il clacson ma se lo fai lei ti manda a quel paese e vai indietro di quattro caselle! E ti pareva! Troppa grazia S.Antonio! Chiedo con un filo di terrore nella voce, al signor giocatore. Per fortuna anche lui è della mia stessa opinione, così decidiamo di aspettare. Finalmente possiamo tirare il dado, il problema è che a questo punto il punteggio deve essere preciso perché se si sorpassa la casella di arrivo bisogna continuare a contare le caselle tornando indietro fino a che non si riesce a cadere precisamente sulla casella “Arrivo”. E noi abbiamo bisogno di un “uno”. Via signor giocatore, si concentri e vediamo se questa volta riusciamo ad arrivare precisi senza stare a perdere ancora del tempo. Vedo che si concentra, fa girare il dado nella mano per un tempo che mi pare intrerminabile, poi si decide a lancia il dado. Il dado gira, gira, gira, finalmente rallenta e sembra fermarsi. Fai che sia “uno”, fai che sia “uno” … Uno! Che cu… fortuna! Siamo arrivati a destinazione! In realtà mi salutò nel suo modo gentile e con il sorriso augurandomi la buona giornata. Contraccambio con cortesia. Sono già pronto per una nuova partita, speriamo che sia più fortunata!

Chiama ora il tuo Taxi