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La pallina da Tennis di Luca Sellerio (Firenze 02) – Il Navigatore

“Buongiorno, vorrei andare alla stazione.”Mi chiede con cortesia il cliente salendo in macchina.
“Buongiorno anche a lei.” Rispondo con gentilezza.
“Senta per favore io preferirei passare da Piazza delle Cure poi da via Lungo il Mugnone ma non giri sulla preferenziale del viale Don Minzoni perché ci si mette di più. Prosegua a dritto in viale Milton e poi a sinistra in via Poliziano, così attraversiamo il viale Lavagnini e si fa via S. Caterina d’Alessandria …” E va avanti con l’elenco preciso preciso di tutte le strade da percorrere senza tralasciare nemmeno il nome di una strada nonostante che il percorso fosse ormai più che chiaro.
Mentre sono costretto a sorbirmi tutta la tiritera assisto alla gara che si sta svolgendo tra il mio fegato e il mio pancreas per raggiungere il traguardo della mia bocca. Tengo tutto sotto controllo con estrema fatica e penso in che guaio mi sarei potuto cacciare se avessi fatto un percorso diverso da quello desiderato. Meno male che il signore mi aveva avvertito in anticipo!
Anzi, per la verità mi fa anche piacere. Per quale motivo non dovrei accontentare una persona che mi ha chiesto così gentilmente una cortesia? Seguirò per filo e per segno le indicazioni desiderate, anche perchè con un tipo così pignolo non voglio neanche immaginare quali conseguenze dovrei poi affrontare.
“Ecco ora vada a dritto.” Mi ricorda per sicurezza nel caso mi fossi dimenticato il percorso indicato mentre scendiamo dal cavalcavia delle Cure.
“Ancora a dritto.” Insiste all’incrocio successivo.
“Verde.” Ci mancava anche il via al semaforo! Ma se quello davanti a quello davanti non parte … mica posso passargli sopra!
Sto diventando cianotico! Mi manca letteralmente l’aria.
“Ecco giri qui ora!”
Aiutoooooo!!! Il mio respiro si fa affannoso.
“Diritto!”
Sono in iperventilazione.
Siamo in via Poliziano, mi sposto verso destra per imboccare via S. Caterina e ancora non mi arriva alcuna indicazione dal sedile posteriore.
Ancora silenzio e siamo già quasi all’incrocio!
Cosè la maledizione di via Poliziano?
Il blackout dei viali?
Il mio cliente si sta sentendo male?
Ma non ero io quello a cui mancava l’aria?
Mi volto per controllare la situazione e mi trovo davanti a uno spettacolo sconcertante: seguendo il tempo dei Red Hot Chili Peppers che Virgin radio stava trasmettendo, il mio cliente sembrava totalmente concentrato in una strana e alquanto improbabile performance del ballo del “tuca tuca”.
Dopo poco però mi rendo conto che non stava ballando ma era invece alla spasmodica ricerca di un qualcosa e stava tastando freneticamente le tasche del cappotto, della giacca e dei pantaloni.
“Ho dimenticato il telefono a casa! Bisogna tornare indietro!” Mi annuncia con gravità.
Mi viene da piangere!
Fra i singhiozzi di commiserazione per me stesso perché sarò costretto a dovermi sorbire più a lungo questo personaggio, mi viene su dal profondo un’istinto masochistico più forte ancora della mia volontà … e senza rendermene conto mi scappa dalla bocca una domanda agghiacciante:
“Che strada devo fare?”
Certo che alle volte mi piace proprio farmi del male! E’ stato come invitar la lepre a correre.
Il signore si passa la lingua sulle labbra per umettarle, emette un leggero colpo di tosse per schiarirsi la voce e si prepara ad attaccare la pignolissima tiritera per nominare tutte le strade e le svolte da fare.
“Allora … Andiamo avanti e giriamo in piazza Indipendenza …”
Nello sgomento mi scappa da ridere.
Come “allora”?
Come minimo mi aspettavo il ben più professionale “Ricalcolo prercorso”!