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La pallina da tennis di Luca Sellerio (Firenze 02) – Missione segreta –

MISSIONE SEGRETA

Lei non poteva saperlo, ma forse perché era il periodo di Natale, nella sua sfortuna è stata davvero fortunata. Per puro caso aveva trovato la persona più adatta ad una missione segreta.
Già dal vederla avvicinarsi al parcheggio taxi, dal modo di camminare, dal fare circospetto ho subito la sensazione di un qualcosa di particolare.Da come si accomoda, o forse proprio per il suo modo di fare, avverto l’impressione di un certo disagio, d’imbarazzo e quando mi dice che avrei dovuto accompagnarla, fare un giro e tornare indietro, mi si accende subito una lampadina! Nella sua fortuna era stata davvero sfortunata.In questi casi il lato cattivello del mio carattere tende generalmente a prevalere sul lato buono. Così senza che la signora se ne accorga, mi spuntano le cornina, le alucce nere, la codina e il volante mi si trasforma in mano in un forcone tripuntato. Con il massimo della gentilezza ma a bruciapelo le chiedo: ” Se mi dice che macchina deve vedere la potrei aiutare!”
Un attimo di sgomento percorre il viso tirato della signora per la facilità con la quale avevo scoperto il suo gioco; uno sgomento subito dopo cancellato da un senso di sollievo quasi si fosse tolta di dosso il peso del problema di doversi spiegare.”Ma come …” dice lei “Ma come ha fatto a capire subito, … si, la macchina è una Citroen bianca con la targa XXX.” “Ohi, ohi!” Faccio io ” Suo marito?”
“Beh, … si, … no, il mio compagno. Spero tanto di non vederla. E se per cortesia… sa … se si vede … io… non vorrei essere riconosciuta.”Il diavoletto mi punzecchia e con un certo maligno divertimento le offro il cappellino di lana che uso la mattina quando fa freddo per aiutarla a nascondersi. E lei, piena di gratitudine, ringraziandomi mille volte per l’aiuto e comprensione, lo prende e se lo mette davvero, tirandosi su anche il bavero del giaccone. Questo non me lo aspettavo proprio! A questo punto l’operazione sorveglianza diventa davvero interessante!
Procedendo lentamente a quota periscopio scandagliando la costa su entrambi i lati ed ecco che l’obbiettivo viene individuato dal sonar.Alt, fermi tutti, questo non è il sonar!
E’ La signora che dovendo per forza accettare l’evidenza, reagisce con lamento sonoro assimilabile più a una sirena di allarme che a un pianto vero e proprio. Tutti ai posti di combattimento!
“Signora, ma che fa, si abbassi! Non vorrà farsi scorgere proprio ora!” “E’ lui, è lui! Da quella maiala! Quella troia! E pensare che io per fargliela dimenticare ho fatto di tutto, di tutto, ha capito!” “Di tutto? In che senso?” Ecco, questa è stata una di quelle volte che se mi fossi morso la lingua non mi sarei pentito di aver perso l’ennesima occasione per stare zitto!
“Nel senso che io, per lui…..” E inizia a raccontarmi appunto di tutto: prima mi descrive il compagno, poi mi racconta di quanto sia stronzo, del fatto che si prende gioco di lei, che la sfrutta solo per il sesso, e che la sera lei gli prepara la cena a lume di candela e poi lo aspetta in négligé…..
(Perché la mi moglie è solo pigiamone e calzettoni?)
Mentre mi travolge di parole con il suo sfogo, io indosso la stola viola (la sciarpa della Fiorentina) del confessore. “Dimmi figliola, sono qui per ascoltarti.”
Dal racconto capisco che in un certo senso la signora se l’è un po’ cercata, ma come d’incanto per me il gioco finisce. Il diavoletto mi abbandona e un senso di comprensione mi avvicina a questa donna che si è voluta, dovuta costringere a una prova come questa per farsi forza e per affrontare una realtà che forse già conosceva sicuramente. Il senso di una storia anche se sbagliata ma comunque finita, la realtà crudele che non fa sconti a nessuno. “Ecco signora, siamo arrivati.”
“Grazie, grazie anche per l’aiuto, la sua pazienza e comprensione. Tenga tutto, grazie e buon Natale.”
La guardo allontanarsi con un passo stanco e pesante immersa nei suoi problemi. Buon Natale anche a te, signora senza nome, e tanti auguri, ne hai davvero bisogno.

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