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La pallina da tennis di Luca Sellerio (Firenze 02) – Taxifoglio

Ho spento la scritta Taxi del cartello sul tetto della mia macchina e ho acceso il lampeggiante arancione del “Quadrifoglio” (Servizi raccolta rifiuti).
Il “TAXIFOGLIO” è il nuovo servizio del 42.42 per la raccolta differenziata di rifiuti… umani.
Il primo Maggio alle cinque di mattina a giro per Firenze dopo la “Notte bianca” ci sono solo degli zombie pieni di alcool che vagano senza meta, senza sapere dove si trovano ma soprattutto chi siano. La mattinata comincia con il servizio di raccolta differenziata di due ragazze che non sono nemmeno in grado di stare in piedi.
Mi aspettano sedute sul gradino del marciapiede. Quando arrivo una di loro non riesce nemmeno ad alzarsi. Scendo e mi accorgo che si era anche vomitata addosso.
“No ferma! Ma guarda come sei ridotta! Non posso mica farti salire così.” In quelle condizioni mi avrebbe imbrattato tutta la macchina.
“Dai, facci salire.” Mi implora con voce impastata la ragazza in condizioni un “attimino” migliori.
“No scusa quel vestito è troppo sudicio, mi sporchi tutto!” Dico alla ragazza ancora seduta, faccio per girarmi ed andare via ma lei mi richiama.
“Aspetta, se è per il vestito me lo tolgo!” E si spoglia rimanendo in scarpe e perizoma. Tutta nuda e ancora abbastanza imbenzinata con tutto quell’alcool addosso, non sentiva nemmeno il freddo pungente di quell’ora. La sua amica intanto rideva divertita come se assistesse a uno sketch comico.
Rimango sorpreso o meglio allibito. La ragazza è anche belloccia e rimanere indifferente a uno spettacolo del genere mi è difficile… ma vederla ridotta in quello stato è davvero deprimente.
“Ma sei tutta sudicia lo stesso!” Le dico ammirando le sue nudità ma constatando allo stesso tempo che anche le gambe erano imbrattate al pari del vestito.
“Aspetta aspetta per favore. Mi pulisco.” E usando il vestito a mo di straccio se lo passa sulle gambe.
“E dai aiutami no!” Chiede alla sua amica che si sbellica dalle risate e che alla fine si mette a pulire l’amica con il vestito-straccio.
“No, ragazze non è possibile, non posso farvi salire.” Mi sembra di fare lo stronzo ma sono davvero in condizioni inaccettabili. Il puzzo di vomito e di alcool è terribile.
“Dai, per favore. Come facciamo. Non ci lasciare qui!” Mi pregano ancora traballando in equilibrio precario.
Io mi sento quasi in colpa. Mi fanno pena.
“Mi sporcate tutti i sedili, come faccio io?” Imploro pietà.
“Dai, portaci! Si sale dietro ma portaci!” Mi dicono indicandomi il portabagagli.
Alla fine mi faccio convincere. Apro la bauliera e le faccio accomodare sulla gomma protettiva del vano portabagagli infilando il vestito in una busta di plastica che tengo sempre a portata di mano per i casi di “remissione dei peccati” per cercare di salvaguardare il più possibile la macchina.
Per il codice della strada sarei passibile di multa ma non credo proprio di trovare un vigile in questa città abbandonata che di notte diventa terra di nessuno.
Lasciare queste due in mezzo alla strada sarebbe stato ancora peggio. Una bella preda facile facile per il primo gruppetto di stralunati in giro per la zona.
Poco dopo mentre il puzzo sale costringendomi ad aprire i vetri, in macchina cala uno strano silenzio. Le ragazze mi regalano un’altra sorpresa: si sono addormentate! Per fortuna a quell’ora non c’è traffico e dopo pochi minuti arrivo a destinazione. Quando apro dietro lo spettacolo è incredibile. Se ne stanno lì abbracciate così beatamente che mi verrebbe voglia di lasciarle stare ma poi penso a cosa potrebbe pensare il cliente successivo nell’eventualità che dovesse andare all’aeroporto, gli mettessi le valige in collo perché la bauliera è occupata dalle “Belle addormentate”!
Allora mi decido e così, da radio taxi, mi tocca trasformarmi anche in radio sveglia: “Su, su, svegliatevi bambine, alle Cascine messer Aprile fa il rubacuor…” Cerco di svegliarle dolcemente.
Riesco a farle scendere e prima di andare via riconsegno la busta con il vestito che naturalmente si erano dimenticate, le faccio entrare nel portone poi me la filo a finestrini spalancati per cambiare l’aria pestilenziale e proseguire nel mio servizio di raccolta differenziata.