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La pallina da Tennis di Luca Sellerio (Firenze 02) – La cappella dei Bracci

La coppia appare da via Romana con passo stanco e sconsolato. Sono certamente due turisti si può facilmente intuire dalla macchina fotografica appesa al collo e la cartina che spunta dalla tasca della giacca del signore. Non è certo compito delle donne quello di provvedere alla navigazione durante l’esplorazione di città sconosciute! Semmai il loro compito è quello di supervisione decisionale sulle eventuali destinazioni. Questo riesco a desumerlo  dall’espressione contrita del signore in contrasto a quella indispettita della signora per il risultato deludente dell’impresa. Puntano verso il parcheggio taxi con fare arreso. <Chi è il primo?>  Chiedono affranti. Indovinate un po voi chi è il fortunato. <Buongiorno, accomodatevi.> Dico indicando loro la mia macchina. <Buongiorno.> Rispondono salendo in macchina senza aggiungere altro. <Dove vi posso accompagnare?>  Generalmente opto sempre per un’approccio gentile del genere poliziotto buono, prima di passare alle maniere dure puntando la luce sul viso per l’interrogatorio di terzo grado in modo da ottenere la cruciale informazione. <Ah, si, che si fa? Andiamo al Duomo?> Dice lui titubante guardando la sua signora. <Al Duomo allora?> Chiedo io per superare l’impasse del momento.<Si, al Duomo!> Risponde autoritariamente la signora come per colpevolizzare il marito e sottolineando chi aveva davvero il potere. <Mi scusi, posso farle una domanda?> Mi chiede il cliente appena partiti da Porta Romana.Quando cominciano così, non so perchè, ma mi si gela il sangue nelle vene. <Ma certo mi dica!> Rispondo preparandomi all’urto. <Ma lei, la conosce un pochino Firenze?>Lo sapevo, lo sapevo! Perchè tutte a me? La disperazione prende possesso del mio corpo, le braccia non mi cadono perchè le mani si sono avvinghiate al volante, ma una goccia di sudore si stacca dalla nuca e scende gelida giù per la schiena.<Generalmente quando sono a giro per Firenze riesco a rendermi conto di dove mi trovo!>  Come vuoi che rispondessi a una domanda del genere mentre, aspettandomi il peggio, una mano gelida mi afferra lo stomaco.<Non riusciamo a trovare la cappella dei bracci!> <Ehhhh?!?!?!?!>  Rispondo molto poco professionalmente. <Icchè  vu non riuscite a trovare voi?><La cappella dei bracci!> Rimarcano ancora.La goccia gelida di sudore percorrendo tutta la schiena si è ingrossata e mi sento percorso da brividi incontrollabili.<La cappella dei bracci ?!?!?!>  Dopo un’attimo d’incredulità mi si accende la lampadina e stai a vedere che sono riuscito ad indovinare: che sia la Cappella Brancacci?<Ah, ma lei intende quella dipinta dal Masaccio?> <Si, proprio quella lì!> Rispondono allegri e sollevati.Ora gli sparo a zero!<Ma almeno lo sapete perchè si chiama così?><No!> Mi fanno loro ignari dell’incredibile cazzata che stà per arrivargli fra capo e collo!<Si chiama cosi perchè su un affresco in alto a destra c’e una figura nella quale si dice che il Masaccio si sia fatto l’autoritratto mentre fa il gesto dell’ombrello! Comunque la cappella si trova nella chiesa di S. Maria del Carmine.>                                               Quello che mi dispiace profondamente e che non potrò assistere alla loro ricerca sicuramente infruttuosa della figura da me loro indicata.Intanto loro di figure ne hanno fatta un’altra ma di genere diverso!